Come già affrontato nel precedente articolo su estate e ansia, le emozioni non guardano il calendario; dunque, si manifestano anche in quei periodi in cui secondo il senso comune non dovremmo provarle.

Oggi parliamo di summer blues ovvero di “depressione estiva”.

SUMMER BLUES COSA È E COME SI MANIFESTA

Probabilmente leggendo queste parole hai sgranato gli occhi, siamo infatti maggiormente abituati ad associare la depressione all’inverno al buio e al freddo, tuttavia non è necessariamente così, la depressione correla anche con la bella stagione.

L’estate, è una parte dell’anno particolare in cui sopraggiungono diversi cambiamenti a livello fisico, relazionale sociale e personale.

Più tempo libero, i soliti negozi chiusi per ferie, ritmi diversi, amici in ferie…

e come rispondiamo noi esseri umani a questi cambiamenti?

Bhè… dipende!

La caratteristica umana a mio avviso più affascinante è la complessità.  Siamo straordinariamente complessi e alcuni eventi, come il cambiamento climatico, il fatto che si vada in ferie, la possibilità di avere più tempo a disposizione possono non essere vissuti come positivi, anche se non ne siamo sempre pienamente consapevoli.

Alcuni segni e sintomi del summer blues possono essere

Basso tono dell’umore

Difficoltà del sonno

Spossatezza e mancanza di energia

Ansia rabbia e irritabilità

Difficoltà nella concentrazione

COME MAI SPERIMENTIAMO IL SUMMER BLUES?

Tempo fa durante una lezione un docente ci portò come caso studio la storia di un paziente, la sua scheda anamnestica era pressappoco la seguente

“Trentenne, uomo. Alto dirigente in un’azienda sta per avere una ulteriore promozione, vive in un quartiere al centro di Roma. Fidanzato con C. da 10 anni, il rapporto è descritto come molto felice e supportivo. Tra 6 mesi i due si sposeranno. “Un’intima cerimonia al mare, saremo giusto 30 persone, ci piace l’idea di avere le nostre persone più care e basta nel nostro giorno del sì”

Le parole non erano esattamente queste ma ricordo che mi colpirono molto suscitandomi tantissima tenerezza.

Leggendo quelle righe in cui immaginavo una vita piena e felice mi chiedevo come quel pezzo di vita potesse legarsi con la seconda parte della scheda.

“Si presenta a consultazione psico diagnostica perché lamenta da circa 9 mesi marcati sintomi di ansia, insonnia, riferisce di aver perso circa 10 chili nell’ultimo anno e di effettuare estenuanti controlli a lavoro il che lo rallenta nelle sue attività sia lavorative che personali”

Quel giorno grazie alla storia di questo paziente ho imparato una lezione importantissima per la mia vita da terapeuta: gli eventi di per sé non mi dicono niente della persona che ho davanti! Non esistono eventi positivi o negativi, esistono eventi che si legano ai propri valori e scopi personali e che a quel punto diventano personalmente positivi o negativi. In un un’unica parola si può dire che il significato degli eventi è idiosincratico, ovvero specifico per ognuno di noi.

Tornando a noi quindi, lo stesso evento, come l’estate, o le ferie, assumono diversi significati per ognuno di noi e non è detto che quel significato sia quello “che va per la maggiore” come ad esempio “estate è uguale a divertimento, famiglia e amici”.

Teniamolo a mente.

Ad esempio, poniamo il caso che l’estate sia per noi una stagione estremamente difficile perché

  • Viviamo maggiore insicurezza legata all’aspetto fisico
  • Abbiamo difficoltà economiche che limitano la nostra possibilità di partecipare ad eventi sociali
  • Siamo fortemente impegnati nello studio (pensiamo agli studenti universitari o a chi avrà esami di riparazione a settembre)
  • Viviamo intensi impegni legati alla cura dei figli e della famiglia (pensiamo ai genitori o ai neogenitori, alle prese con un neonato che non dorme e alle tantissime novità e responsabilità che la genitorialità porta con sé in termini di vita personale sociale e di coppia)

Cosa facciamo in risposta a questi eventi?

Auspicabilmente tentiamo di restare in ascolto di questi aspetti seppure con qualche difficoltà ma con un generale atteggiamento di gentilezza verso di sé e pensando che le risorse a disposizione siano sufficienti rispetto alle richieste.

Il retro della medaglia è reagire con strategie di fuga o strategie di lotta, di cui parlerò nel prossimo articolo, in uscita la prossima settimana!

COSA FARE IN CASO DI SUMMER BLUES?

Se notiamo che questi aspetti ci bloccano o ci impediscono di vivere serenamente sarà importantissimo contattare un professionista della salute mentale.

Se invece sperimentiamo occasionali situazioni di difficoltà minima questi 6 punti possono aiutarti a vivere al meglio il periodo estivo

  1. Dì qualche no ad attività non in linea con ciò che ti piace, o che ti farebbero sforare il budget. Ricorda non è importante compiacere gli altri, ma stare bene!
  2. Programma attività di tuo gusto e in linea con le tue possibilità sia fisiche che economiche
  3. Ritagliati dei momenti di relax
  4. Cura l’igiene del sonno e segui una corretta alimentazione per dare al corpo il giusto carburante di cui ha bisogno.
  5. Muoviti! Le endorfine sono dei naturali dispenser di buon umore. Programma delle passeggiate nelle ore più fresche della giornata o, se sai nuotare e magari vivi in una città vicino al mare, delle belle nuotate
  6. Riduci l’uso dei social e cerca di seguire solo persone che veramente migliorano le tue giornate con i loro contenuti. Scegliere chi seguire con consapevolezza e limitare l’uso dei social ti aiuterà anche a non eccedere con i confronti con le vite apparentemente perfette delle altre persone.

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